Area Riservata>  
   

Ricerca Avanzata>  
 Sindacato  Consumatori  Prodotti tipici  Web-Tv  Protezione civile
Attività Istituzionale
15 giugno 15 luglio – Mese dello “Sport contro il Sistema delle Mafie”
25 novembre – Difesa della donna


 



La responsabilità personale del Presidente

 

Il presidente di una associazione non riconosciuta, è il diretto responsabile –anche con il proprio patrimonio personale- degli obblighi assunti dal sodalizio rappresentato.

È diversa la posizione di un presidente di una società sportiva srl, dove il patrimonio personale è staccato dalle vicende societarie.

Poiché la maggior parte delle associazioni rientrano nel novero delle associazioni non riconosciute - prive pertanto di personalità giuridica- nei confronti delle quali, "/ terzi possono far valere ì loro diritti sul fondo comune" salvo che "delle obbligazioni (assunte dalle persone che rappresentano l'associazione) rispondono anche personalmente le persone che hanno agito in nome e per conto dell'associazione" (art. 38 Codice Civile).

Pertanto, a norma del codice civile, i presidenti dei sodalizi privi di personalità giuridica rispondono, rispetto alle obbligazioni sociali assunte, in proprio e senza che sia prevista la preventiva escussione del fondo sociale: ciò significa che i creditori dell'associazione potrebbero agire indistintamente sia nei confronti del patrimonio del presidente che di quello sociale.

Tale stato di cose impone da parte del presidente uno scrupoloso controllo dell'attività economico-finanziaria svolta dalla associazione sportiva: egli dovrà agire con la massima attenzione e prudenza al fine di evitare l'assunzione di obbligazioni sociali che potrebbero minare anche l'integrità del proprio patrimonio personale ove presieda un sodalizio non riconosciuto.

La responsabilità del presidente per le obbligazioni sociali assunte dai dirigenti è tale che, il presidente, dovrà interessare anche l'attività dei dirigenti della società considerato che la responsabilità patrimoniale del presidente si estende anche alle obbligazioni sociali assunte da altro dirigente che abbia agito su incarico presidenziale espresso, salvo che il presidente stesso dimostri di essere all'oscuro delle azioni intraprese dal dirigenti dell'ente e che abbia agito autonomamente nei confronti del terzo a prescindere dalla qualifica di presidente.

È il caso di rimarcare che la responsabilità del presidente per le obbligazioni sociali assunte, pur costituendo un aspetto importante, non esaurisce le ipotesi di responsabilità in capo a quest'ultimo.

Infatti, un ulteriore profilo è legato alla specifica normativa del settore, di natura prevalentemente fiscale, che trova il proprio cardine nella legge 289/02 ai sensi della quale i vari sodalizi hanno adeguato - o almeno avrebbero dovuto farlo- gli atti costitutivi e gli statuti secondo le prescrizioni dettate delle leggi e norme

La mancata osservanza delle prescrizioni di legge comportano per l'ente, e conseguentemente per il presidente in assenza di personalità giuridica del sodalizio, oltre alla perdita delle agevolazioni fiscali previste, anche l'applicazione delle sanzioni di legge.

 

Responsabilità nei rapporti di lavoro

Ipotesi di responsabilità particolarmente problematiche sono rappresentate dai rapporti di lavoro facenti capo alle associazioni e/o società presiedute.

Innanzitutto agli enti, in qualsiasi forma costituiti, si applica la disciplinagenerale sui rapporti di lavoropoiché non esistono in questo settore leggi che stabiliscano deroghe rispetto alla normativa generale, non essendo applicabile la legge 91/81, emanata per regolamentare i rapporti di lavoro dello sport professionistico.

Le associazioni possono quindi dar vita, come un qualsiasi datore di lavoro, a rapporti di lavoro subordinato piuttosto che autonomoe il fatto che alle associazioni sia consentita ancora la possibilità di stipulare contratti di collaborazioni coordinate e continuative (soppiantate in tutti gli altri settori dai contratti a progetto della riforma Biagi) purché rese e utilizzate per fini istituzionali, non comporta la disapplicazione della normativa generale in materia di lavoro.

Ciò premesso, quello che si può correttamente affermare, al di là delle interpretazioni dubbie e delle discutibili prassi consolidate, è che, in determinate condizioni, esistono particolari regimi di natura fiscale da applicare ai redditi corrisposti ai collaboratori delle associazioni e società sportive.

 

Limiti di applicabilità della legge n°342

La legge 342/2000 introduce infatti un regime di favore per determinati redditi erogati a fronte di prestazioni di tipo "volontaristico",svolte quindi con l'unico scopo di realizzare le finalità sociali istituzionali e non un reddito; è chiaro però che questo non riguarda i regimi fiscali di chi svolge un'attività nell'ambito societario che si configura come un regolare rapporto di lavoro.

Appare quindi opportuno, oltre che prudente, affermare che il presidente si adoperi affinché non si verifichino situazioni ambiguerelative a rapporti di lavoro che, per loro natura, appaiano difficilmente riconducibili alla disciplina della L. 342/00, che potrebbero quindi condurre ad un contenzioso con tutte le conseguenze del caso; per tale ragione si consiglia, ove il presidente non abbia una competenza specifica, di consultare sempre professionisti preparati o l’ente di riferimento.

 

Responsabilità in materia edilizia: cenni

Un ulteriore aspetto di responsabilità personale del presidente è costituito dalla normativa in materia edilizia poiché l'esecuzione, all'interno degli impianti, anche di piccole opere può comportare, in caso di assenza delle autorizzazioni richieste, l'applicazione di sanzioni amministrative e penali.

 

Ipotesi di responsabilità penale

La gestione dell'attività sociale può anche avere ripercussioni di carattere penale.

Per lo sport, senza addentrarsi nelle ipotesi di illecito sportivo, doping e in tutte le fattispecie di carattere penale che richiederebbero una trattazione separata, si deve comunque considerare che ogni pratica, e in particolare quella sportiva presenta rischi di lesione o addirittura di morte i quali possono dar luogo ad azioni di risarcimento del danno sotto il profilo civilistico e talvolta configurarsi come ipotesi di reato.

Ciò premesso, si può sostenere che sotto il profilo penale il presidente- il quale spesso assume contemporaneamente la veste di gestore della sede, dell'impianto o di organizzatore di manifestazioni - sia responsabile di tali lesioni o addirittura delle morti ove queste derivino da comportamenti colposi ossia dalla non corretta gestione e manutenzione delle strutture e delle attrezzature sociali e dal mancato rispetto delle prescrizioni previste dalla legge in caso di organizzazione di eventi: tale responsabilità si estende sia nei confronti degli altri soci che dei terzi estranei all'attività propriamente detta (ad esempio gli spettatori di un evento sportivo, musicale o culturale).

Dai molteplici profili della responsabilità personale del presidente di un’associazione emerge un dato incontrovertibile ossia che, al di là della normativa specifica e delle peculiarità del settore, la responsabilità di chi presiede un sodalizio non differisce da quella imputabile a qualsiasi soggetto a capo di un organismo sociale: ciò induce a concludere che nell’azione di presiedere un organismo associativo, è senz'altro opportuno evitare l’assunzione di responsabilità dovute a improvvisazioni o leggerezze tecniche o amministrative e, laddove possibile, garantirsi il patrimonio personale con una adeguata copertura assicurativa di responsabilità civile.

Ci trovi su:

IL SITO DI SPORT NAZIONALE NON INVIA COOKIE AI SUOI NAVIGATORI

 SOCIETA' a 5 e 4 STELLE

Le discipline praticated


 
 

 



Sport Nazionale - P.IVA 02134421003 - C.F. 80221590583
Privacy
Home | Mappa del sito | Contatta