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Le associazioni di promozione sociale

 

È un’associazione meritevole di tutela da parte dello Stato, in quanto in possesso di determinati requisiti.

La circolare Min. fin. n. 124 del 12 maggio 1998 ha definito "associazioni di promozione sociale" le associazioni che: "promuovono la solidarietà e il volontariato nonché l'aggregazione sociale attraverso lo svolgimento di attività cultura­li o sportive alfine di innalzare la qualità della vita.

La legge 7 dicembre 2000, n. 383, relativa alla "Disciplina delle associazioni di promozione sociale" è intervenuta per disciplinare il riconoscimento e la costituzione delle associazioni stesse.

La predetta legge è stata emanata in attuazione degli artt. 2,3, secondo comma, 4, secondo comma, 9 e 18 della Costituzione, che sanciscono, in particolare, i seguenti principi fondamentali:

1.    il riconoscimento e la garanzia, da parte della Repubblica, dei diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità (art. 2 Cost.);

2.    la rimozione degli ostacoli, da parte della Repubblica, di ordine economico e sociale, che impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettivapartecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e so­ciale del Paese (art. 3, comma 2, Cost.);

3.     il diritto-dovere di ogni cittadino di svolgere un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale e spirituale della società (art. 4, comma 2, Cost.);

4.  il diritto dei cittadini di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non siano vietati ai singoli dalla legge penale (art. 18, comma 1, Cost.).

La legge n. 383 del 7 dicembre 2000 ha dettato, dunque, i seguenti principi fondamentali:

-  la valorizzazione dell'associazionismo di promozione sociale e, per conseguen­za, di nuove realtà associative;

-  il consolidamento e il rafforzamento delle realtà associative esistenti, che ri­spondano agli obiettivi stabiliti dalla stessa legge, in attuazione ai principi co­stituzionali sopra esposti.

La legge sulle associazioni di promozione sociale ha dettato, inoltre, norme cui le regioni e le province autonome devono attenersi nel disciplinare i rapporti tra le istituzioni pubbliche e le associazioni di promozione sociale stesse, nonché i cri­teri cui debbono uniformarsi le amministrazioni statali e gli enti locali nei mede­simi rapporti.

A tal finesono considerate associazioni di promozione sociale le associazioni riconosciute e non riconosciute, i movimenti, i gruppi e i loro coordinamenti o federazioni aventi le seguenti caratteristiche:

a) svolgimento di attività di utilità sociale a favore di associati (attività a scopo mutualistico) o di terzi (attività a scopo solidaristico);

b) assenza di finalità di lucro;

e) pieno rispetto della libertà e dignità degli associati;

d)costituzione per atto scritto;

e)inserimento, nell'atto costitutivo e nello statuto, di determinate clausole;

j) reperimento di risorse economiche da fonti espressamente previste dalla legge.

Le associazioni, comunque denominate, che, invece, non possono essere conside­rate associazioni di promozione sociale, sono:

-  i partiti politici;

-  le organizzazioni sindacali;

-  le associazioni dei datori dì lavoro;

-  le associazioni professionali e di categoria;

-  tutte le associazioni che hanno come finalità la tutela esclusiva di interessi eco­nomici degli associati;

-  i circoli privati e le associazioni comunque denominate che dispongano limitazioni con riferimento alle condizioni economiche e discriminazioni di qualsiasi natura in relazione all'ammissione degli associati o prevedano il diritto di tra­sferimento, a qualsiasi titolo, della quota associativa.

L'associazione di promozione sociale si costituisce con atto scritto.

Nell'atto scritto devono essere indicati:

a) la denominazione, la sede legale e l'oggetto sociale;

b) l'attribuzione della rappresentanza legale dell'associazione. In base a questa clausola, le associazioni di promozione sociale, anche non riconosciute, sono rappresentate in giudizio dai soggetti ai quali, secondo lo statuto, è conferita la rappresentanza legale. Per le obbligazioni assunte dalle persone che rap­presentano l'associazione di promozione sociale, i terzi creditori devono far valere i loro diritti sul patrimonio dell'associazione medesima e, solo in via sussidiaria, possono rivalersi nei confronti delle persone che hanno agito in nome e per conto dell'associazione;

c) l'assenza di fine di lucro e la previsione che i proventi delle attività non possono, in nessuno caso, essere divisi tra gli associati, anche in forme indirette e l'obbligo di reinvestire l'eventuale avanzo di gestione a favore di attività istituzionali statutariamente previste;

d) le norme sull'ordinamento interno ispirate a principi di democrazia e di ugua­glianza dei diritti di tutti gli associati, con la previsione dell'elettività delle cariche associative e i criteri per l'ammissione e l'esclusione degli associati ed i loro diritti ed obblighi;

e) l'obbligo di redazione dei rendiconti economico- finanziari, nonché le modalità di approvazione degli stessi da parte degli organi statutari;

f) le modalità di scioglimento dell'associazione;

g) l'obbligo di devoluzione del patrimonio residuo in caso di scioglimento, ces­sazione o estinzione, dopo la liquidazione, a fini di utilità sociale.

 

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