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Autorizzazioni

 

In linea di massima, per la associazioni di base che svolgono attività nella quale non si utilizzano strutture proprie, non c’è l’obbligo di alcuna autorizzazione amministrativa.

 

Cambia la situazione quando l’associazione gestisce un proprio centro (es. palestra, scuola di ballo, ecc.) ma, in questo caso, l’autorizzazione non riguarda l’attività ma il locale, che deve conformarsi alle norme igienico sanitarie e di sicurezza, obbligatorie per tutte le attività. Quindi Asl, Comune e Vigili del Fuoco sono gli enti di riferimento ai quali rivolgersi per ottenere le previste autorizzazioni.

Qualora l’associazione pratica la propria attività in un locale di terzi, non necessita di alcuna autorizzazione, poiché quest’aspetto riguarda la proprietà.

 

Nel caso di attività con animali (es. cavalli), molti comuni hanno redatto un regolamento per lo smaltimento dei residui animali, in questo caso è necessaria la specifica autorizzazione sanitaria e il pagamento di una tassa locale.

 

Per  le attività di somministrazione alimenti e bevande vale la disciplinata dalla legge 287/91, che si applica anche agli spacci interni delle associazioni, oltre all’obbligo di dotarsi della relativa autorizzazione comunale, ai sensi dell’art. 86 c. 2 del TULPS,  concessa in base all’esame di alcuni requisiti di tipo urbanisticoedilizio e sanitario.

Il rilascio dell’autorizzazione comunale è subordinato al possesso, da parte del circolo richiedente, di alcuni requisiti, quali:

- la produzione del  certificato penale e carichi pendenti del presidente dell’associazione:

- le autorizzazioni igienico sanitarie per i locali e per i soggetti adetti alla produzione e alla vendita di sostanze alimentari e bevande;

- la presenza dei requisiti di sorvegli abilità del locale secondo le disposizioni emanate dal ministro dell’interno;

- la conformità della destinazione d’uso degli immobili in cui si intende esercitare l’attività di somministrazione.

L’associazione deve presentare domanda di autorizzazione ai competenti uffici comunali. La domanda si sostanzia in una denuncia di inizio attività, in cui si attesta la sussistenza dei presupposti previsti dalla legge. Il legale rappresentante dell’associazione dovrà dichiarare:

- l’ente di promozione a cui l’associazione è affiliata;

- il tipo di attività che il circolo intende svolgere;

- la sede e la superficie dei locali del circolo associativo;

- il rispetto delle condizioni previste dall’art 148 del D.P.R. 917/1986;

- che il locale dove viene esercitata la somministrazione è conforme alle norme in materia edilizia, igienico sanitaria e ai criteri di sicurezza imposti dal Ministero dell’Interno ai sensi della legge 25.08.1991 n. 287.

Presentata la denuncia di inizio attività, con tutta la documentazione necessaria, il comune provvederà a trasmetterla alla ASL competente per il rilascio del parere di idoneità sanitaria.

Dalla presentazione della denuncia il comune ha un termine perentorio di 60 giorni per concedere l’autorizzazione o per negarla. Decorso tale termine senza una formale comunicazione di diniego, l’autorizzazione si intende concessa. L’eventuale diniego dovrà invece essere motivato e potrà essere oggetto di impugnazione al TAR regionale.

Da rilevare che quando la somministrazione di alimenti e bevande è svolta direttamente dal circolo non è necessaria l’iscrizione al REC presso la camera di commercio.

Altre prescrizioni riguardano i requisiti di sorvegliabilità dei locali:

-  i locali non devono avere accesso diretto  a strade, piazze o altri luoghi pubblici (ma spesso è sufficiente che ci sia una doppia porta d’accesso);

- all’esterno dei locali non possono essere apposte insegne, targhe o altre indicazioni che pubblicizzino l’attività del circolo.

 

Oltre alla somministrazione di alimenti e bevande, nel circolo è possibile organizzare attività i intrattenimento, quali rappresentazioni teatrali e cinematografiche, feste, scuole di ballo, concerti ecc….. Per svolgere tali attività è necessario il rispetto della normativa sui pagamenti dei diritti d’autore (SIAE) e degli oneri assistenziali e previdenziali per gli artisti retribuiti (ENPALS).

Inoltre sono necessarie:

- la licenza per pubblici intrattenimenti;

- la licenza per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, accademie, feste da ballo e altri simili spettacolo;

- la licenza di agibilità per teatri o luoghi di pubblico spettacolo

- l’autorizzazione del prefetto riguardo la sicurezza nei locali di pubblico spettacolo

Da rilevare che la grande maggioranza dei circoli possono svolgere attività di intrattenimento senza l’autorizzazione di pubblica sicurezza, dotandosi dei certificati di prevenzioni incendi da richiedere al comando provinciale dei vigili del fuoco.

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