Area Riservata>  
   

Ricerca Avanzata>  
 Sindacato  Consumatori  Prodotti tipici  Web-Tv  Protezione civile
Attività Istituzionale
15 giugno 15 luglio – Mese dello “Sport contro il Sistema delle Mafie”
25 novembre – Difesa della donna





LE ASSOCIAZIONI

 

Le associazioni non riconosciute sono la maggioranza delle associazioni italiane. Le associazioni riconosciute, per esserlo devono sottostare a precise normative, disporre di un adeguato patrimonio al raggiungimento dello scopo sociale e richiedere il riconoscimento giuridico attraverso la prefetura di competenza territoriale.

In base alla normativa prevista dal codice civile, se si intende costituire un'associazione che aspiri al riconoscimento, la forma dell'atto costitutivo deve essere quella dell'atto pubblico. E quanto stabilisce l'art. 14 C.C.

L'atto pubblico permette ai terzi di avere la certezza sulla esistenza dell'associazione e sulle pattuizioni intercorse fra gli associati.

L'alto preliminare di costituzione dell'associazione è, comunque, l’accordo tra i primi associati.

Per costituire un'associazione non riconosciuta non sono necessarie for­malità particolari.

L'art. 36 cita: "L'ordinamento interno e l'amministrazione delle associazioni non riconosciute come persone giuridiche sono regolati dagli accordi degli associati".

Quindi, la costituzione di un'associazione non riconosciuta "... si perfeziona con l'incontro delle volontà contrattuali delle parti..." '.

Gli elementi indicati nell'art. 16 ce. e che, quindi, formano il contenuto dell'atto costitutivo e dello statuto, sono i seguenti:

 

-         denominazione dell'associazione. Trattasi dell'elemento che identifica ed individua l'associazione. Ad esempio, le associazioni sportive dilettantistiche, per effet­to delle disposizioni contenute nell'art. 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, devono indicare, nella denominazione sociale, "la finalità sportiva e la ragio­ne o la denominazione sociale dilettantistica";

 

-         scopo. Lo scopo dell'associazione deve essere lecito, non deve cioè contrasta­re con norme di leggi imperative, di ordine pubblico e di buon costume, deve rientrare fra quelli che per legge un'associazione può perseguire e non deve essere di lucro. Alcune associazioni devono, inoltre, arginare lo scopo entro determinati limiti e convogliarlo verso finalità predeterminate. Le organizza­zioni di volontariato, ad esempio, devono avere, quale scopo "lo svolgimento di attività esclusivamente per fini di solidarietà"; le organizzazioni non lucra­tive di utilità sociale (Onlus) devono avere, quale scopo, "l'esclusivo perse­guimento di finalità di solidarietà sociale"; le associazioni sportive dilettanti­stiche devono indicare nell'oggetto sociale "l'organizzazione di attività spor­tiva dilettantistica, compresa l'attività didattica";

 

-         patrimonio. Il patrimonio permette all'associazione di garantire il pagamento delle obbligazioni contratte con i terzi. Il patrimonio, altrimenti definito "fon­do comune", è dato, in sede di costituzione, dai contributi dei soci fondatori e dalle quote ordinarie dei primi associati. L'art. 37 ce. stabilisce espressamente che il fondo comune è dato dai contributi degli associati e dai beni acquistati con questi contributi. Finché l'associazione dura, i singoli associati non pos­sono chiedere la divisione del fondo comune, né pretenderne la quota in caso di recesso. Il patrimonio - o fondo comune - rappresenta, quindi, una garanzia per i terzi: stabilisce, a questo proposito, l'art. 38 C.C., che per le obbligazioni assunte dalle persone che rappresentano l'associazione, i terzi possono far valere i loro diritti sul fondo comune. Nell'atto costitutivo e nello statuto i soci fondatori indicheranno, quindi, l'importo della quota or­dinaria richiesta da ciascun nuovo associato. La legge si limita, comunque, a richiedere che l'atto costitutivo contenga l'indicazione del patrimonio, ma nulla dice a proposito della sua entità: infatti non è richiesto un minimo indi­spensabile;

 

-         sede.Le stesse esigenze di certezza e di chiarezza nei confronti dei terzi che impongono l'indicazione della denominazione dell'associazione nell'atto costitutivo, impongono anche l'indicazione, nel medesimo atto, della sede;

 

-         norme sull'ordinamento e l'amministrazione. Elemento essenziale di tutte le associazioni è la presenza di più persone (in numero dispari per evitare lo stallo decisionale in caso di parità), alla cui amministrazione il patrimonio è affidato. Queste persone costituiscono l'organo amministrativo dell'associazione. Nelle associa­zioni, comunque, l'organo sovrano è costituito dall'assemblea degli associati, che determina ed eventualmente modifica lo scopo dell'ente e le sue regole di organizzazione, può deliberarne lo scioglimento, nomina e revoca gli amministratorie stabilisce i limiti dei loro poteri. In alcune associazioni sono presenti anche organi di controllo (collegio sindacale, collegio dei revisori, collegio dei probiviri). L'atto costitutivo dell'associazione deve contenere le norme che regolano il funzionamento dei suddetti organi sociali. L'art. 90 della 1. n. 289 del 2002 citata, stabilisce, per le associazioni sportive dilettantistiche, l'in­dicazione nell'atto costitutivo e nello statuto dell'obbligo dì conformarsi non solo alle norme dettate dagli organi sociali, ma anche alle nonne e alle diretti­ve del Coni, nonché agli statuti e ai regolamenti delle federazioni sportive nazionali a cui l'ente è affiliato;

 

-         diritti e obblighi degli associati. All'interno di un'associazione, l'assemblea degli associati costituisce l'organo sovrano in grado di decidere in maniera incisiva le sorti dell'associazione stessa. Gli aspiranti soci devono avere, quin­di, prima di entrare nella compagine associativa, piena conoscenza dell'atto costitutivo, dello statuto, delle clausole ivi contenute, dello scopo, delle finali­tà e delle attività esercitate dall'associazione. A questo proposito, l'aspirante associato dichiarerà la piena adesione allo statuto dell'associazione e il rispet­to degli obblighi e dei doveri ivi contenuti e imposti agli associati. I principali doveri dell'associato si concretizzano nel rispetto dello statuto e nel versa­mento della quota ordinaria e dell'eventuale quota suppletiva o straordinaria richiesta per far fronte, ad esempio, a momentanee carenze di liquidità; seguo­no altri doveri dettati dagli scopi specifici di ciascuna associazione (l'obbligo del socio atleta di un'associazione sportiva dilettantistica di rispettare gli orari degli allenamenti e di partecipare alle gare sportive; l'obbligo del socio musi­cista di un'associazione musicale di rispettare le prove, di prendere in consegna lo strumento musicale e di averne cura; l'obbligo del socio di un'associazione culturale di rispettare gli indirizzi dell'associazione e di contribuire alla diffusione di quella particolare branca della cultura, ecc.). L'associato ha il diritto di partecipare alle assemblee se in regola con il versamento della quote di partecipare alle votazioni, di chiedere i resoconti contabili, di usufruire delle attrezzature, di nominare i membri del Consiglio direttivo, di nominare i membri del collegio sindacale, se previsto dallo statuto;

 

-         condizioni per l'ammissione degli associati. I membri dell'associazione hanno l’interesse che il nuovo aspirante associato possegga determinati requisiti che non contrastino con lo scopo dell'associazione. L'associazione è un contratto a struttura aperta, per cui non sarebbero valide clausole che vietassero nuove adesioni rimettendo all'arbitrio degli amministratori il giudizio sull'ammissione di nuovi soci, ma è possibile subordinare l'ingresso nell'associazione al possesso di condizioni richieste nell'atto costitutivo.

Ci trovi su:

IL SITO DI SPORT NAZIONALE NON INVIA COOKIE AI SUOI NAVIGATORI

 SOCIETA' a 5 e 4 STELLE

Le discipline praticated


 
 

 



Sport Nazionale - P.IVA 02134421003 - C.F. 80221590583
Privacy
Home | Mappa del sito | Contatta